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IL TRADING AUTOMATICO
Inserito il 20 luglio 2006 alle 15:38:14 da Stefano Fanton.

Diverse categorie di Trading System

“L'occhio con cui io vedo il mercato è lo stesso occhio con cui il mercato vede me.”

Se è vero che esistono due modi diversi di utilizzo dei sistemi, come supporto o come gestore dei segnali, è altrettanto vero che esistono diverse filosofie costruttive nello sviluppo di una strategia automatica, in altre parole ad ogni trader il suo sistema. In effetti, se ci soffermiamo a riflettere, le preferenze nello stile di trading sono tra le più disparate, solo a titolo di esempio ne cito qualcuna:

 

·         Seguire il trend;

·         Operare contro il trend;

·         Comperare sullo storno;

·         Vendere nei rally;

·         Mantenere a lungo le posizioni;

·         Gestire il trade con un’ottica veloce;

·         Tradare in intraday;

·         Lasciare aperte overnight le operazioni;

·         Tradare su pochi strumenti finanziari;

·         Differenziare il portafoglio;

·         Adottare sistemi discrezionali;

·         Usare sistemi automatici.

 

La casistica è necessariamente ridotta, vi sono molte “filosofie operative” che prevedono l’incrocio tra diversi approcci. Lo “stile di trading” che ogni trader possiede finisce inevitabilmente per condizionare lo sviluppo e l’impiego operativo dei trading system.

 

Vanno quindi presentate le categorie nelle quali vengono usualmente classificati i sistemi, per ogni categoria si forniranno gli elementi per valutare il potenziale di rischio e di rendimento che può assumere una strategia impostata con quei determinati criteri.

 

I sistemi automatizzati vengono comunemente distinti in sistemi Trend Following, sistemi Contrarian, sistemi Volatility Breakout e Ibridi. Ogni tipologia di sistema ha i suoi pro e i suoi contro ed è più o meno adatta a gestire determinate tipologie di mercato.

 

·         Trend Following: individua bene il trend ma genera molti falsi segnali nelle fasi laterali;

 

·         Contrarian: funziona bene nei movimenti laterali ma va contro il trend del mercato;

 

·         Volatility Breakout: ha un alto tasso di successo ma pochi segnali operativi, ignora la tendenza;

 

·         Ibridi: i migliori e i più difficili da creare, prendono il meglio di ogni approccio.

 

Ogni categoria di sistemi risponde ad esigenze operative diverse, alcune comuni all’analisi tecnica tradizionale e altre assolutamente diverse come nei sistemi contrarian. Non esiste una categoria di sistema assolutamente migliore dell’altra, si devono valutare e considerare diversi aspetti nello scegliere una strategia piuttosto dell’altra. Generalmente si predilige impostare i sistemi come trend following, ovvero come inseguitori del trend o come volatility breakout per la ricerca di particolari pattern operativi. Mettersi contro il trend, anche nei trading system, a lungo andare non paga.

 

Risulta possibile creare la quarta categoria di sistemi prevedendo la fusione tra due tipologie di sistemi diverse, generalmente si fonde il trend following con il volatility breakout ibridando il sistema che sarà così più efficiente prendendo il meglio dei due approcci: la capacità di individuare il trend propria dei trend following e la capacità di individuare i cambi della volatilità propria dei volatility breakout.

Fondere un sistema contrarian con uno trend following genererà segnali in contrasto tra loro e quindi scarsamente profittevoli e non corrispondenti al principio di progettazione logica delle condizioni operative.


 

Trend Following

L’imperativo dei sistemi trend following è uno solo: individuare e inseguire il trend a tutti i costi. Il problema è che per far ciò, quando ci sono fasi laterali prolungate, i costi superano largamente i benefici. Questa tipologia di trading system, in presenza di un trend definito, presenta un'alta percentuale di operazioni corrette ed è in grado, con poche operazioni, di beneficiare quasi totalmente di un trend primario, purtroppo i segnali sono sensibilmente ritardati rispetto ai massimi e minimi di periodo e questo richiede, per realizzare performance, mercati in trend direzionale.

 

Un aspetto critico di questi sistemi è che, in fase di movimento laterale dei corsi, creano  perdite consecutive anche elevate, generalmente i livelli di stop-loss sono piuttosto larghi in modo da contenere le eventuali fasi congestionate di continuazione ma spesso questo non basta in presenza di mercati volatili ma non direzionali. Un ulteriore elemento critico è di carattere psicologico, si tratta infatti di un sistema difficile da seguire costantemente poiché, non fornendo performance regolari, espone a perdite di forte entità che tendono a scoraggiare l'utilizzatore e ad indurlo ad uscire dal sistema proprio quando quest'ultimo sta per tornare a generare utili.

 

Stress, ansia e crolli emotivi sono sempre in agguato. Il classico sistema di tipo trend following, o inseguitore di tendenza, è rappresentato dall’incrocio di medie mobili a diversa ampiezza temporale. Nell’esempio che segue è applicata una semplice strategia trend following, il sistema tenta continuamente di inseguire il trend, ma questo suo tentativo avviene in ritardo causando rovesciamenti delle posizioni anche in presenza di movimenti laterali. In questo esempio si è impostato il sistema come incrocio di due medie a 26 e 12 periodi.

 

Movimento dei prezzi con sistema trend following a 5 minuti.

 

La progettazione di questo tipo di sistema è relativamente semplice ma un ulteriore aspetto critico è rappresentato dall’entità dello stop-loss che finisce per influenzare pesantemente il rendimento della strategia. Necessariamente, per poter cavalcare una tendenza ampia, sono necessari stop loss che interferiscano il meno possibile con la generazione autonoma dei segnali.


 
Contrarian

Vendere quando il mercato è in ipercomprato e comperare quando è in ipervenduto, a parole suona bene ma nella realtà risulta poco logico e ha il solo vantaggio di soddisfare l’ego del trader che cerca di essere più furbo del mercato. Possiamo quindi riassumere la logica di questa categoria di trading system con la strategia di vendere sulla forza e comprare sulla debolezza, per far ciò in modo profittevole il sistema deve essere particolarmente sofisticato con l’aggiunta di filtri che impediscano troppe operazioni altrimenti i guadagni, peraltro esigui nelle fasi laterali, vengono azzerati dalle perdite più consistenti che possono insorgere quando il mercato si muove con forza o con troppa debolezza. Si tratta quindi della situazione esattamente opposta al sistema trend following, il tentativo di combattere la tendenza vendendo sul denaro e comprando sulla lettera si risolve evidentemente, in un mercato a tendenza definita, in risultati disastrosi. All’interno di questa tipologia di sistemi possiamo inserire strategie che vendono in fasi di ipercomprato e comprano in fase di ipervenduto utilizzando alcuni oscillatori. Un diffuso sistema contrarian prevede le uscite dei long in fase di ipercomprato e gli acquisti in fase di ipervenduto utilizzando il Relative Strenght Index o RSI a 14 periodi, ovviamente si apriranno short in fase di ipercomprato e si chiuderanno in fase di ipervenduto. L’esempio seguente visualizza i segnali che una simile strategia produce in caso di trend definito.

 

Movimento dei prezzi con sistema contrarian a 5 minuti.

 

Nell’esempio si vede come le prime due operazioni siano entrambe in gain mentre con la terza si realizza una forte perdita poiché il trend è diventato direzionale e volatile, un’accoppiata micidiale per i sistemi contrarian. Un altro sistema contrarian prevede l’operatività su supposti movimenti laterali impostando lo short quando il mercato crea un nuovo massimo a 20 periodi e assume il long quando il mercato è sui minimi a 20 periodi. La logica ipotizzata è che ad un massimo di 20 periodi segue uno storno con un’inversione del trend e ad un minimo segue una ripresa dei corsi. Generalmente si applica questa rischiosa strategia sul grafico giornaliero o settimanale. Ovviamente, a livello teorico tutto ciò che può essere pensato può anche essere realizzato, tuttavia i sistemi di tipo contrarian sono assolutamente non rispondenti alla logica di costruzione concettuale di una strategia e se ne sconsiglia fortemente l’utilizzo. Può capitare, e a dire il vero capita sovente, che strategie apparentemente profittevoli vengano a generare grossi loss in pochissimo tempo esponendo il trader, oltre che a perdite finanziarie, a stress e paralisi operativa. La strategia contrarian può essere profittevole se adeguatamente sofisticata con filtri in grado di gestire i trade mantenendo le posizioni, se in gain, e tagliando immediatamente le perdite con stop loss che, a differenza dei sistemi trend following, devono essere molto stretti.
 

Volatility Breakout

Vi siete mai chiesti cosa scatena una rivoluzione? La rivoluzione è un mutamento improvviso e profondo che comporta la rottura di un modello precedente, spesso le più sanguinose rivoluzioni, lo insegna la storia, sono avvenute non al precipitare delle condizioni del popolo ma quando, a seguito di un lungo e pesante peggioramento generale delle condizioni, ci sono stati i primi miglioramenti. Una scintilla che innesca un incendio inarrestabile! I mercati finanziari che, è bene ricordarlo, sono una palestra della psicologia umana, si comportano allo stesso modo. I prezzi calano per lungo tempo, arrestano la discesa e creano il primo rialzo. A questo punto scatta la volatilità e inizia un trend contrario e violento che solitamente dura poche sedute ma molto proficue. Qui entrano in azione i sistemi tesi ad individuare le anomalie e i cambi della volatilità. I sistemi volatility breakout basano le proprie regole operative sulla variazione della volatilità, il primo sintomo della partenza di un trend di mercato. Questo permette di entrare in posizione all’inizio della tendenza e di ottenere bassi drawdown grazie all'uscita tempestiva dalle posizioni con stop molto stretti. La presenza operativa nel mercato è bassa poiché in caso di movimenti laterali a bassa volatilità, non vengono generati segnali.

 

Movimento dei prezzi con volatilità breakout a 5 minuti.

 

Il problema di questi sistemi è che, in presenza di un trend definito ma a bassa volatilità, possono non generare segnali di alcun tipo, privando il trader dei profitti più facili da realizzare, quelli delle tendenze definite. Un esempio di strategia di volatilità breakout potrebbe prevedere la ricerca di pattern candlestick, per esempio dell’engulfing line, uno dei pattern previsivi più importanti. Si parte dalla rappresentazione grafica del pattern per poi impostare le condizioni necessarie affinché si abbia la creazione del pattern. Nel caso di un bearish engulfing pattern abbiamo prima una candela di colore bianco con il real body contenuto nella seconda di colore nero originate da un trend rialzista. Nel caso di bullish engulfing pattern abbiamo, dopo un  trend al ribasso, una prima candela di colore nero ed una seconda di colore bianco con ampiezza maggiore della precedente tale da contenere il primo real body interamente nel secondo. Si trasforma poi in linguaggio di programmazione e si testa il tutto. Ovviamente è poi possibile sofisticare il sistema inserendo altri pattern o cambi di volatilità piuttosto che incrementi anomali di volume.

 

Ibridi

Se utilizziamo un sistema che insegue il trend nelle fasi laterali perderemo gran parte dei guadagni, se utilizziamo un sistema contrarian guadagneremo nelle fasi laterali ma andremo contro il trend primario e, infine, se utilizziamo un sistema di cambio della volatilità resteremo alla finestra per moltissimo tempo perdendo i movimenti di fondo. La soluzione va cercata sviluppando le sinergie tra i vari sistemi. Sono proprio i cambi di volatilità che hanno una grande attrattiva nello sviluppo di un sistema automatico ma da soli non bastano, se invece combiniamo il volatility breakout con un sistema trend following otteniamo un sistema di tipo ibrido che presenta interessanti aspetti, è il caso seguente.

 

Movimento dei prezzi con sistema trend following combinato con volatilità breakout a 5 minuti.

Combinando le due diverse tipologie di trading si generano meno segnali operativi poiché, ad esempio, si vincola la chiusura della posizione alla concomitante presenza di un’inversione del trend e di un cambio della volatilità. I sistemi ibridi sono complessi da realizzare ma sono anche i più efficienti. Va da sé che ibridare un sistema contrarian con uno di volatilità o di trend risulta molto difficile poiché spesso i segnali sono contrapposti proprio per logica costruttiva. Anche il tipo di trend che si sviluppa incide molto sull’efficienza delle diverse tipologie di sistemi automatici, in questo caso il trend era a bassa volatilità e ad alta direzionalità. Volatilità e direzionalità si combinano insieme generando quattro diverse fasi nelle quali i sistemi presentati sono più o meno efficienti, va anche ricordata l’importanza dell’osservazione del sistema nelle fasi laterali che, è bene ricordarlo, occupano tra il 60 e il 70% del tempo. Un buon sistema dovrebbe avere un filtro per le fasi laterali che permetta di evitare l’ingresso e l’uscita ripetuti, avremo modo di parlarne ampliamente.

All’interno dei sistemi ibridi c’è un’ultima categoria di trading system che chiamerò, per effetto evocativo, i sistemi simbiotici che analizzano uno strumento finanziario generando segnali operativi da eseguire su un altro strumento finanziario. Ad esempio si sviluppa un sistema automatico e si compera, invece del titolo o dell’indice, un covered warrant, un e.t.f. o un’opzione in modo sistematico. Ovviamente perché questa strategia sia profittevole è indispensabile che il guadagno medio per trade sia elevato, nel proseguo della trattazione illustrerò questa particolare categoria trasversale di trading system.



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